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Il comune di Scarmagno appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

La Parrocchia

LE ORIGINI

Non sappiamo in quale anno sia stata eretta e dotata la prevostura di Scarmagno. E' certo anteriore al 1332 ed a formarne la dote concorse tutto il paese. Da memoria dell'anno 1574 appare che la nomina del prevosto avveniva in seguito a regolare concorso. Venne pure accertata la libera collocazione nella controversia sostenuta contro i nobili signori Perrone di S.Martino pretendente il diritto alla nomina del Prevosto, dal Comune di Scarmagno nel 1795.

TITOLARE E PATRONO

Essa è intitolata a San Michele Arcangelo, sebbene un tempo fosse intitolata Parrocchia di S. Giacomo e Michele di Scarmagno. Esistono difatti i ruderi dell'antica chiesa di S. Giacomo a poca distanza dal paese, senza però che dall'archivio risulti cenno di detta chiesa forse già demolita prima del 1585.
Difatti nel 1585 i cadaveri dei contagiosi venivano portati a seppellire attorno alla cappella di S.Eusebio (borgata Masero) il che non sarebbe forse avvenuto se vi fosse ancora stata la chiesa di S.Giacomo perché, meno distante ed in terreno adatto.

L'ARCHIVIO PARROCCHIALE

Gli scritti più antichi esistenti nell'Archivio parrocchiale ascendono al 1521 e poi 1547-87 i quali trattano di proprietà parrocchiali riconosciute con varie deposizioni giurate.
Gli atti di battesimo risalgono al 1579.
Gli atti di matrimonio risalgono al 1584.
Gli atti di morte al 1587 i quali tutti vennero poi sempre regolarmente continuati.

LA CASA PARROCCHIALE

L'antica casa parrocchiale si trovava unita alla chiesa verso mezzanotte in direzione del coro della medesima. Venne demolita in parte dal Prevosto Don Genta ed il resto dal Don Corna.
In Principio del 1600 il Prevosto Paolo De Paoli di Vische fece riconoscere della parrocchia la casa tenuta dei Malgrà.
Il Prevosto Don Giovanni Gatta nel 1720 acquistò la parte principale e centrale della casa civile della parrocchia, che venne poi ceduta definitivamente a beneficio dai nipoti eredi. Il Prevosto Don Francesco Maurizio Genta fece costruire a mattino dell'attuale casa (Malgrà-Gatta) la sala grande a terreno e la stanza sovrastante.
Il Prevosto Don Giacomo Coma acquistò due membri di casa a sera, liberò da servitù il cortile rustico, provvide la casa per il massaro.